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I tredici Misteri

1 - Sant'Isidoro
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Il significato simbolico del Mistero è la dedizione al lavoro agricolo, l’ ipotetico committente la Corporazione dei contadini.
A Sant' Isidoro, patrono degli agricoltori, era dedicato un altare della Chiesa di San Leonardo.
Il Mistero raffigura il Santo, contadino presso il Cavaliere spagnolo Giovanni de Vergas, che percuote il terreno con un bastone facendo scaturire acqua per saziare la sete del suo padrone. Domina il Mistero un grosso cero sostenuto da tre angeli che rappresenta la Face dei coloni.
La Face era costituita da un tronco di legno intonacato di cera con in cima un pezzo di legno acceso che, simbolo di luce e quindi di vita, pare sia emblema della vera luce diffusa sulla terra con la propagazione del cristianesimo. Sembra che a Campobasso esistessero due Faci all’ ingresso dei locali della Confraternita del Santissimo Sacramento che i campobassani guardavano con alta devozione fin quasi alla superstizione.
Le Faci precedevano i misteri durante la processione del Santissimo ed erano costruite per la devozione degli agricoltori e degli artigiani.
La Face degli agricoltori s’ innalzava da un tronco d’albero circondato da muschio e da spighe e, durante la processione, era accompagnata da pifferai e zampognari, mentre quella degli artigiani poggiava su un piedistallo su cui due angeli dorati di legno sembravano sorreggerla e, durante la processione, era accompagnata da suonatori di violino.
Con il passare degli anni la Face degli artigiani cadde in disuso, forse per volerne costruire tante quante erano le arti, mentre rimase per molto tempo ancora quella degli agricoltori, i quali si opposero quando si tentò di eliminarla perché considerata costumanza rozza e superata.
I cittadini la bruciarono nottetempo ma per altre due volte gli agricoltori la ricostruirono fino a quando vi rinunziarono dietro la promessa che il Di Zinno avrebbe realizzato un Mistero per la Face con l’aggiunta di un miracolo di Sant' Isidoro, protettore degli agricoltori.
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Sant’Isidoro*
Sant’ Isidore figlie de la Spagna
prutiegge le cafune e la campagna,
batte la terra mè che su bastone
arijgneme la votte e lu cascione.
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(Sant’Isidoro figlio della Spagna / proteggi i contadini e la campagna, / dissoda la terra con questo bastone / riempimi la botte e la madia.)
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Il significato simbolico del Mistero è la dedizione al lavoro artigianale, l’ipotetico committente era la Corporazione degli artigiani.
Il soggetto rappresentato è San Crispino che, abbandonate le nobili origini romane, predicò il Vangelo in Gallia e per vivere imparò a cucire scarpe.
Mentre si trovava al lavoro in compagnia di due aiutanti, gli apparvero tre angeli con in mano i simboli del futuro martirio che avvenne sotto l’ imperatore Massimiano (la spada segno della decapitazione, la palma, simbolo del martirio, la corona, per i meriti del Santo).
A San Crispino, patrono dei calzolai, era dedicato un altare della Chiesa di San Leonardo.
Il Mistero di San Crispino sostituì la Face degli artigiani.
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San Crispino*
Dunaste le ricchezze a le puverielle
e te mettiste a fa ru scarparielle,
si u Sante prutettore de le scarpare
pe fede a Dije té facista accire.
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(Donasti le ricchezze ai poverelli / e ti mettesti a fare il ciabattino, / sei il Santo protettore dei calzolai / per la fede in Dio ti facesti uccidere.)
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3 - San Gennaro.

Il significato simbolico del Mistero è essere forti dinanzi alle avversità.
Il Mistero raffigura San Gennaro circondato da tre angeli dei quali uno porta le ampolle, a ricordo di quelle che tutt’ oggi conservano il sangue del Santo, e un altro una tabella con la scritta “Est nobis in sanguine vita” (Per noi la vita è nel sangue).
Il Santo è il patrono della città di Napoli, rappresentata sulla base del Mistero dal Vesuvio e dal fiume Sebéto simboleggiato, come nelle antiche raffigurazioni, da un vecchio disteso che tiene in mano una vanga.
Il personaggio che rappresenta il fiume Sebéto sul Mistero di San Gennaro è conosciuto nella tradizione popolare come il Pezzente perché il suo aspetto (capelli lunghi, barba incolta, seminudità) ricorda quello di un barbone.
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San Gennaro*
La lava du Vesuvie ze furmava
e Napule chiagnenne té pregava,
sciuoglie lu sanghe Sante du martirie
fa grazie a la Cètà de stu mestere.
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(La lava del vesuvio si formava / e Napoli piangendo ti pregava, / liquefa il sangue Santo del martirio / fai la grazia alla Città di questo mistero.)
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4 - Abramo
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Il significato simbolico del Mistero è l’ obbedienza dovuta a Dio e all’importanza del porre fede in lui. Il Mistero mostra Abramo che obbediente alla volontà di Dio, sta per sacrificare il suo unico figlio Isacco quando un angelo del Signore gli ferma la mano che impugna il coltello e gli indica un ariete da offrire in olocausto al posto di Isacco.
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Abramo*
Che fede, che curagge e senza lagna
purtaste ‘u figlie Isacche a la muntagna
le stive pe calà ‘ngape l’accetta
quanne ‘n angele du Signore te fermatte.
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(Con fede, con coraggio e senza lamenti / conducesti il figlio Isacco in montagna / stavi per colpirlo sulla testa con l’accetta / quando un angelo del Signore ti fermò.)
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5 - Maria Maddalena
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Il significato simbolico del Mistero è che con la penitenza si ottiene il perdono di Dio.
Il Mistero rappresenta la Santa sospesa in aria nei pressi dell’altare, la scena è completata da quattro angeli: i due ai piedi dell’altare fanno le veci dei chierichetti, gli altri due, ai lati della Santa, porgono il vaso di alabastro contenente l’ olio con cui la Maddalena avrebbe unto Gesù e un libro con sopra un teschio che sta a simboleggiare la morte.
La storia ci racconta infatti che dopo la morte di Gesù la Maddalena visse con la vergine Maria in Gerusalemme, poi fu messa dai giudei su una barca con i fratelli Lazzaro e Marta e lasciata in balia delle onde.
Approdata a Marsiglia si ritirò in un luogo isolato e lì visse trenta anni cibandosi di frutti selvatici e dormendo sulla nuda terra, mentre Lazzaro divenne vescovo di Marsiglia. Un giorno la santa chiese a S.Massimino, vescovo di Aix, di comunicarla e quando questi entrò in chiesa la vide sospesa e, dopo averla comunicata, vide la sua anima salire al cielo.
In Via Ferrari c’era una chiesetta dedicata a S. Maria Maddalena. La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, l'innominata peccatrice "cui molto è stato perdonato perché molto ha amato" (Lc. 7, 36-50), e Maria Maddalena o di Magdala, l' ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto. L'accostamento tra Maria Maddalena e la prostituta redenta risale in realtà al 591, quando il papa Gregorio Magno, basandosi su alcune tradizioni orientali, in un suo sermone identificò le due figure. Tuttavia questa identificazione non trova riscontro nei Vangeli, tanto che nel 1969 il Vaticano riconobbe ufficialmente l'errore di Gregorio Magno. L'identificazione di Maria Maddalena con Maria di Betania o con la peccatrice è stata esplicitamente rigettata dalla Chiesa cattolica solo durante il concilio Vaticano II ed è rifiutata anche dai protestanti.
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La Maddalena*
‘Ncoppe u Calvarie a le piere de la Croce
sentette Maddalena chella voce che
predecava lu perdone e la pace
da lu mestiere mò ce benerice.
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(Sul calvario ai piedi della Croce / udì maddalena quella voce / che predicava il perdono e la pace / dal mistero ora ci benedice.)
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Il significato simbolico è sicuramente l’ essere forti di fronte alle tentazioni.
Il Mistero Rappresenta le tentazioni subite da Sant' Antonio Abate ad opera di diavoli presenti sia nella forma consueta (al di sopra e al di sotto del Santo) sia sotto la sembianze di leggiadra donzella.
Ai lati del Santo sono presenti due angeli che portano in mano, rispettivamente, un libro su cui arde una fiamma e un bastone con un campanello. La fiamma rappresenta il fuoco da cui S. Antonio Abate ha virtù di difenderci, il bastone è il simbolo della vita da eremita condotta dal Santo mentre il campanello rammenta, con il suo squillo, l’invito alla preghiera.
Il diavolo posto in basso, fischia e ripete alla donzella: "tunzella tunzella, vietenn vietenn”.
L’ interpretazione più plausibile per la donzella è che lei sia una ammaliatrice, un essere fornito di doti diaboliche. Ella tende i lacci della seduzione con il voluttuoso movimento del ventaglio e con lo sguardo dimesso che, in realtà, non va a terra, ma sullo specchio in cui si può vedere e cercare di incontrare gli occhi del santo.
Sembra che in passato la Donzella fosse impersonata da un ragazzo effeminato (il cosiddetto “femminiello”) perché era disdicevole per una ragazza seria apparire da sola in pubblico.
Quando poi le ragazze furono ammesse ad impersonare questo ruolo, si diffusero voci secondo cui la Donzella sarebbe rimasta incinta entro un anno e altre secondo cui sarebbe rimasta zitella.
In seguito si ritenne che invece la presenza sul mistero aprisse alla fanciulla la strada al matrimonio.
Nel passato era stabilito un premio per la donzella che sarebbe riuscita a non ridere. Comune è anche affiancare al santo le fiamme quale espressione dell’ardore delle passioni da lui sempre domate, motivo per cui in molti paesi, il 17 gennaio, in suo onore si è soliti accendere un enorme fuoco propiziatore dell’aiuto dell’eremita contro le tentazioni. Molto probabilmente il committente per questo mistero fu la confraternita di S.Antonio Abate.
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Sant’Antonio Abate*
‘U riaule zé serve de la tunzella,
che cchiù nen rire e cchiù reventa bella,
pe fa carì ‘u Sante ‘ntentazione,
ma la fede forte fa da prutezione.
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(Il diavolo si serve della donzella, / che più non ride e più diventa bella, / per far cadere il Santo in tentazione, / ma la forte fede fa da protezione.)
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7 - Immacolata Concezione
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Uno dei carri più complessi ed interessanti per valore artistico e simbolico; mira ad esaltare la virtù eccezionale di una donna nata senza peccato. Un serpente, la croce e a reggere l’immacolata il globo terrestre fasciato dalle costellazioni dello zodiaco e fatto roteare da un angelo (a rievocazione della credenza per cui gli angeli sono preposti a regolare il movimento delle stelle) ed una mezza luna, simbolo della caducità dei beni terreni. Un Angelo tiene sulla testa della vergine una corona di dodici stelle raffiguranti le dodici virtù di Maria o anche i dodici apostoli. Punto centrale il simbolo della purezza.
Nella chiesa di San Bartolomeo c’ era una statua in legno scolpito e dipinto dell’Immacolata, probabilmente la prima opera del Di Zinno.
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L’Immacolata*
Nu globbe, na croce e nu serpente
Sott’a la Mmaculata rappresenta
Lu munne, lu martirie e chi te tenta,
Maria ch’è senza macchia ‘nze spaventa.
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(Un globo, una croce ed un serpente / sotto l’Immacolata rappresenta / il mondo, il martirio e chi ti tenta, / Maria che è senza macchia non si spaventa.)
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8 - San Leonardo
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Il significato simbolico del Mistero è l’ importanza di difendere gli innocenti.
San Leonardo, che nacque in Francia verso la fine del secolo V da una famiglia illustre, rifiutò la sua vita agiata e come seguace di San Remigio si dedicò alla predicazione del vangelo.
Fattosi monaco si ritirò in una foresta, costruì un oratorio e diede vita ad un monastero.
Qui morì in concetto di santità per avere protetto le persone ingiustamente incarcerate; per questo è considerato il protettore dei carcerati e sul Mistero è rappresentato mentre, circondato da tre angeli, soccorre due prigionieri guardati a vista da un alabardiere.
Nella chiesa di S. Leonardo è custodito un dipinto del Santo di scuola napoletana.
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San Leonardo*
E’ lu Sante che prutegge l’innocente
che vè cundannate ‘ngiustamente
a San Lunarde basta ‘na preghiera
e ze rapene le porte de la galera.
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(E’ il santo che protegge l’innocente / che viene condannato ingiustamente / a san Leonardo basta una preghiera / e si aprono le porte della galera.)
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9 - San Rocco
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Il Mistero raffigura S. Rocco che appare ad un appestato mostrandogli la propria piaga pestifera mentre un angelo sorregge il bordone (bastone da pellegrino) e un altro una tabella su cui è scritto “Rochum invoca et sanus eris” (Invoca S. Rocco e sarai guarito).
Il significato simbolico è l’ importanza di confortare gli ammalati.
Il Di Zinno affida ad un semplice bastone la funzione di reggere il gruppo aereo.
S. Rocco, nato in una nobile famiglia francese, alla morte dei genitori vendette i suoi beni e partì pellegrino per l’ Italia dove guarì numerosi appestati. Durante il viaggio di ritorno in patria, mentre si trovava in un luogo deserto, si ammalò e riuscì a sopravvivere grazie al cibo portatogli da un cane. Rientrato in patria fu arrestato con l’accusa di essere una spia e morì in carcere colpito dalla peste.
“A capo della piazza del mercato” c’era la Chiesa di S. Rocco in cui durante le fiere il mastrogiurato amministrava la giustizia.
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San Rocco*
Se prieghe Sante Rocche t’aresane
da ogne male brutte che te vene.
Ridotte a purtà nu piezz’e pane
ce lu purtava nu fedele cane.
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(Se preghi San Rocco guarisci / da ogni male cattivo che ti viene. / Ridotto a portare un pezzo di pane / lo portava un fedele cane.)
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10 - Assunta
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Il Mistero raffigura l’Assunzione al Cielo della Vergine Maria in anima e corpo. Sulla base c’ è la tomba scoperchiata custodita da un angelo mentre altri quattro angeli circondano la Vergine che, accolta da Gesù, viene assunta in Cielo.
L’ Assunta è uno dei gruppi che con quello dell’ Immacolata potrebbe spiegare la parola “mistero”. E’ questo uno dei fondamentali dogmi della religione cattolica: l’Assunzione in cielo in anima e corpo di Maria. Resta tuttavia ad esso connesso un significato simbolico che afferma il trionfo dello spirito sulla carne, che convalida la promessa di Dio sulla resurrezione della carne, assicura il regno della beatitudine agli spiriti meritevoli ed è un inno alla gloria della madre di Dio.
Nella chiesa di San Leonardo era conservata una tela di scuola napoletana, probabilmente 1500-1600, che rappresenta la Vergine circondata dagli angeli che corre verso il Signore.
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L’Assunta*
Qua z’arepete la cchiù bella storia
che segna lu Mestere du Mestere,
quanne Maria fu Assunta ‘ngloria
-- - - - - - - - - - - - - - - - - de Dije vuluntà e desiderie.
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(Qua si rinnova la più bella storia / che segna il Mistero del Mistero, / quando Maria fu Assunta nella gloria / per volontà e desiderio di Dio.)
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11 - San Michele
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Il Mistero ricorda la ribellione a Dio di alcuni angeli capeggiati da Lucifero, che nel folle tentativo di uguagliarsi a lui in potenza, furono espulsi dal paradiso.
Simboli evidenti sono la giusta punizione a cui non possono sottrarsi gli ingrati ed i superbi e la sicura protezione dal male sempre offerta da Dio a chi fida in lui. In basso l’inferno, in alto S. Michele in abito da soldato greco che regge una pesante catena segno di orgoglio represso mentre incalza con la spada sguainata, simbolo della giustizia, i ribelli e li spinge verso la bocca dell’Inferno (Apocalisse 12, 7). I diavoli intanto cercano di suscitare ilarità con gesti grossolani, chiamando ad alta voce e per nome gli amici, le autorità, i cittadini noti che capitano sotto i loro occhi, e questi se non fanno una offerta sono mandati ... all’inferno.
L’ atteggiamento grottesco e buffo dei diavoli nei due gruppi non è casuale, è un residuo vivo della cultura popolare medievale che non riusciva a separare le componenti spirituali da quelle comiche, ironiche e talvolta oscene, tanto comuni nei repertori dei giullari di corte.
Ad una cinquantina di metri dal castello Monforte, dove è ora l’acquedotto si trovava la chiesa di S. Michele Arcangelo. Vi si cessò di officiare nel 1829. E’ inventariata già nel 1241 per ordine di re Federico II. La statua del santo è ora conservata nella chiesa di S. Antonio Abate.
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San Michele*
Ze rebbellanne a Dije che la speranza
d’esse uguale a Isse pe putenza;
Sante Mechele le cacciatte fore
che ‘nfamia vergogna e disonore.
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(Si ribellarono a Dio con la speranza / di essere uguali a lui per potenza; / San Michele li cacciò fuori / con infamia vergogna e disonore.)
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12 - San Nicola.Il Mistero raffigura un miracolo compiuto da S. Nicola nei confronti di un fanciullo di Bari rapito alla propria famiglia da corsari saraceni e venduto come servo al re di Babilonia.
Una sera, mentre il fanciullo stava servendo da bere al re, apparve S. Nicola che lo prese per i capelli e lo riportò in patria sotto lo sguardo stupito degli astanti.
L’ angelo che accompagna il Santo tiene in mano un libro con sopra tre sfere d’oro in ricordo del Vangelo donato a S. Nicola dall’Imperatore Costantino e della dote miracolosamente procurata da S. Nicola a tre giovani fanciulle per favorirne il matrimonio.
In via S.Antonio Abate è presente, attualmente sconsacrata e ristrutturata per altri fini, una chiesa dedicata al santo. La statua del santo è adesso conservata nella chiesa di S. Antonio Abate.
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San Nicola*
Meraculuse Sante protettore
Che onora la Cetà de Bare
Ch’a a lu saracine re cursare
Facette cagnà mente, fede e core.
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(Miracoloso Santo protettore / che onora la Città di Bari / che al saracino re corsaro / fece cambiare mente, fede e cuore.)
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13 - Sacro Cuore di Gesù
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Questo tredicesimo quadro, costruito dopo la seconda guerra mondiale riproduce una delle sei macchine mai uscite per le vie della città, ma ideata dal Di Zinno e conservata in bozza tra i suoi disegni.
S. Giuseppe, la Madonna con il Bambino, seduti costituiscono la base.
Il Mistero rappresenta l’ Amore del Figlio di Dio per gli uomini, simboleggiato in alto da un cuore contenente le consonanti del nome ebraico di Gesù (Iehosua) e, sulla base, dalla Venuta di Gesù nel mondo (rappresentata da Giuseppe e Maria) “per noi uomini e per la nostra salvezza”.
Completano la rappresentazione quattro angeli dei quali due sorreggono il cuore e gli altri si porgono i fiori che vanno a costituire il cuore.
Il bastone fiorito in mano a S. Giuseppe ricorda la tradizione dei Vangeli apocrifi, secondo la quale Giuseppe fu scelto come sposo di Maria dopo che il suo bastone fiorì miracolosamente.
Nella Chiesa di S.Maria della Croce era presente la Congrega del SS. Nome di Gesù Nella chiesa di Santa Maria Maggiore c’ è la statua del Sacro cuore.
Nella Cattedrale c’ è la cappella del Sacro Cuore che conserva le salme dei vescovi Monsignor Romita e Monsignor Bologna.
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Santissimo Cuore di Gesù*
Quanne che passa l’uteme mestere
pe l’aria passa nu prefum’e sciure
che Gesù, Giuseppe e che Maria
benerice Campobasso e così sia.
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Ritornello
Me parene Angiulille
che volene per u ciele
riaul’e tunzelle
tra Sant’e Marunnelle …
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Ogne Mestere
che pass’e va
port ‘na storia
da raccuntà …
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(Quando passa l’ultimo mistero / per l’aria si spande un profumo di fiori / con Gesù, Giuseppe e Maria / benedice Campobasso e così sia.)
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(Ogni mistero / che passa e va / porte una storia / da raccontare …)
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(Mi sembrano Angioletti / che volano per il cielo / diavoli donzelle / tra Santi e Madonnine …)
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* da una poesia di Michele Buldrini tratto da: Arnaldo Brunale, Campuasciane Assèlute – Dialetto / Enzo Nocera editore – Campobasso 2007.
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- Testi e foto tratti dal sito Associazione Centro Storico o.n.l.u.s. Campobasso.

Cliccare sulla foto per leggere l' articolo del dott. Giovanni Cammareri sul settimanale MONITOR - Trapani dell' 11 giugno 2010, con le foto del dott. Francesco Stanzione.
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- La Associazione Misteri e Tradizioni
N.B. - Tutte le foto provengono dall' archivio privato del dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

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